Ciascuno di noi è quotidianamente sottoposto a stress di vario tipo: il capo che ti incalza per una consegna, i bambini da accompagnare a scuola tutte le mattine, la riunione di condominio ogni primo mercoledì del mese, il dentista disponibile solo martedì alle nove. Persino il divertimento oggi è diventato un impegno frenetico. Si fanno le corse per partecipare ad aperitivi e feste in terrazza, le si cerca di incastrare nel tetris del nostro piano settimanale, per il bisogno di soddisfare quell’ansia di produttività che è ormai diventata, su tutti i fronti, il nostro modus operandi. C’è un modo per sfuggire a tutto ciò? Esiste un piccolo spazio di tempo libero che può essere preservato da questa folle frenesia tutta occidentale? Per buona sorte sì. Per fortuna qualcuno di noi ha infatti ancora tempo per lo sport e gli hobby, due ambiti che talvolta possono pure coincidere. Come? Lo vedremo a breve. Prima però cerchiamo di capire cosa entrambi, singolarmente, possono darci. Sappiamo tutti quanto può far bene l’attività fisica allo spirito. Se i latini dicevano “mens sana in corpore sano”, da parte mia vi posso assicurare una cosa: quando mi trovo in un qualsiasi campetto di calcio a palleggiare, tutti i problemi della realtà scompaiono e torno ad avere un contatto diretto con il mondo. Ci sono solo io, le leggi fisiche che fanno rimbalzare il pallone che ho comprato al centro commerciale e il gioco che mi consente di dimenticare le cose che ogni giorno prendo ingiustificatamente troppo sul serio. È un semplice esempio, è chiaro, ma ognuno ha la formula di meditazione che si merita. C’è gente che trova il nirvana spirituale su un tapis roulant, per esempio. Altri che accarezzano la trascendenza costruendo vascelli in miniatura o assemblando puzzle impossibili. L’importante è fermarsi un attimo, con la consapevolezza che il tempo è stato inventato solo per soffiarci sul collo. Lasciarlo fluire in modo più naturale, fuori dagli schemi matematici in cui è imprigionato ed evitare di controllarlo, è la chiave di tutto. Certamente, l’attività sportiva e i passatempi possono salvarci, ma come vi dicevo in precedenza, spesso la distinzione tra le due cose è labile ed esse possono facilmente combaciare: molti di voi avranno l’hobby dello sport e forse nemmeno lo sanno, perché il confine concettuale è non è certamente netto e definito. Dove finisce un hobby e comincia uno sport? Bisogna parlare per forza di movimento fisico per definire quest’ultimo? Bisogna per forza scomodare un impeto irrazionale come la passione per descrivere il primo? È vero, si tratta di pure e semplici sfumature di linguaggio, che però d’altra parte rimandano a una certa cultura e a un punto di vista sulle cose. Per come la vedo io, se amate far volare un drone sulla città o far sfrecciare un’automobile radiocomandata su un vasto piazzale, forse siete tra quelli che vivono il tempo libero a cavallo tra l’agonismo e il relax meditativo. Ma di sicuro – e questa è in assoluto la cosa più importante di tutte – ciò significa che avete il desiderio di ricavare un piccolo spazio tutto vostro in una quotidianità che è sempre più difficile controllare.